Auschwitz

Gli altri componenti del gruppo sono dispersi nelle diverse brigate partigiane: Silvio Ortona nel Biellese, Bianca Guidetti Serra fa la staffetta e resta fino alla fine della guerra il punto di contatto per gli amici ebrei dispersi, Eugenio Gentili Tedeschi è in Val d’Aosta. Franco Momigliano e Emanuele Artom sono in Val Pellice. Emanuele pur con la sua timidezza e la sua fragilità conosce la dura vita della montagna partigiana. Nel 1944 durante un rastrellamento in Val Germanasca Emanuele viene preso e morirà sotto le torture. Il suo corpo non è mai stato trovato. Franco riuscirà a fuggire, ma verrà trasferito a Milano, ospite di Carla Maestro Consonni. Riconosciuto per strada come partigiano, sarà rinchiuso a San Vittore, dove viene riconosciuto come ebreo e militante del Partito d’azione. Quando già teme per la sua vita, viene fatto fuggire rocambolescamente da San Vittore: la sua fuga è orchestrata da Vittorio Foa e da sua moglie Lisetta. Dopo la fuga Franco ripara a Torino e partecipa alla liberazione della città. Alla fine di questi lunghi viaggi e di questi percorsi tortuosi la fotografia si ricompone: alcuni mancano all’appello, altri hanno vissuto esperienze profondamente traumatiche, tutti sono stati segnati da quegli anni così dolorosamente vissuti. Hanno continuato ad essere amici.








INSMLI

Mostra multimediale interattiva
Torino • 27 Gennaio | 20 Marzo 2010
Fossoli • 25 Aprile | 11 Luglio 2010
5-20 Settembre 2010
Roma • 12 Ottobre | 27 Novembre 2010